Il
nome “Myanmar” incominciò a diffondersi
con l’arrivo dei Mongoli nel XIII secolo. Solo nel
1989, il nuovo nome (Myanmar) fu imposto dalla giunta militare
appena arrivata al potere, soppiantando quello precedente
di Birmania.
I birmani, o Bamar, cominciarono a migrare verso la valle dell’Irrawaddy
dal Tibet nell’IX secolo.
Verso la fine del 1200, i mongoli invasero il regno, ma nel
1364 i birmani ristabilirono il loro regno ad Ava: in questo
periodo la cultura birmana era in un’età dorata.
Nel 1962 il governo democratico fu destituito da un colpo militare.
Bloccata nella “camicia di forza” della dittatura
militare, tormentata dalla guerriglia delle sue minoranze etniche,
la Birmania è stata per decenni vietata al resto del
mondo.
Gli Intha hanno inventato gli “orti galleggianti” (lago
Inle) per non pagare le tasse. Infatti, il signore del luogo
li aveva avvertiti che sarebbero stati tassati su tutto quello
che poggiava sulla terra, mentre era esente quello che galleggiava
sull’acqua.
Al mattino, quando il sole non s’è ancora alzato,
le donne birmane dispongono fuori dell’uscio di casa
fumanti zuppiere colme di riso e di salse e, attendono le lunghe
teorie di monaci che passano per la questua giornaliera in
fine ordinate.
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